Immaginare un futuro diverso

G. è andata via di casa da ragazza, quando uno sfratto ha obbligato la sua famiglia a dividersi. Lei ha chiesto ospitalità per qualche tempo a un’amica, poi ha trovato lavoro in un albergo per la stagione estiva. Ma finita l’estate si è trovata a Milano senza più un posto sicuro dove dormire.

Intrappolata in una relazione abusiva, un giorno ha scoperto di essere incinta quasi per caso. Nella sua situazione non avrebbe mai potuto tenere il bambino, ma era troppo tardi per interrompere la gravidanza. Ha scelto dunque di dare alla luce il suo bambino in comunità e di ricorrere poi all’adozione.

Dopo questo evento doloroso, G. si è spostata a Varese. Passa le sue giornate serena, al Viandante, dove può lavarsi e cambiarsi e riceve anche il supporto di un Avvocato di strada, che la sta aiutando a dirimere delle questioni legali che la riguardano. Ma la notte rimane sola, e la paura non va via con l’abitudine.

Le donne che vivono per strada sono molte più di quanto si pensi, vengono da situazioni molto diverse e affrontano difficoltà e pericoli maggiori degli uomini nella stessa situazione. Il rischio di subire violenze è sempre presente e i costi per i prodotti sanitari di prima necessità sono semplicemente insostenibili.

G. si è spesso trovata nella situazione di dover scegliere se comprare gli assorbenti o mangiare. Ma da quando è a Varese va meglio: ‘Qui ricevo più aiuto e più ascolto. Sento che non devo arrendermi, che pensare a un futuro diverso è possibile’.

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